Con riferimento all’oggetto comunichiamo che per motivi di salute del collaboratore da noi designato in ottemperanza all’art. 4 dell’Accordo di reciprocità, non potremo assicurare per i prossimi dieci giorni la presenza di un nostro incaricato presso la sede dell’ODM del COA di Salerno.

Scusandoci per il disagio, Vi preghiamo, nello spirito di collaborazione che caratterizza il nostro accordo, di segnalare all’utenza che le istanze di mediazione potranno comunque essere inviate all’indirizzo PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Le pratiche verranno normalmente protocollate, lavorate ed evase.

 

AGGIORNAMENTO ALBO MEDIATORI

ORGANISMO DI MEDIAZIONE DEL COA SALERNO

 

Si porta a conoscenza dei Colleghi  che il COA di Salerno, esperite le procedure di pubblica evidenza, ha provveduto a sottoscrivere “accordo di reciprocità” con l’OdM Mediaforense di Salerno per  un comodo, rapido e migliore servizio per quanto concerne l’istituto della cd.mediazione.

Al fine della corretta gestione dei dati con il Ministero competente, i Colleghi  interessati all’iscrizione presso l’Albo dei Mediatori del CdO  dovranno inviare all’indirizzo pec  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.      entro e non oltre il prossimo 28.2.2018          l’ apposita  domanda, scaricabile dal sito www.ordavvsa.it , corredata di tutta la documentazione comprovante la relativa qualifica di Mediatore, nonché il mantenimento dei necessari requisiti per il tramite degli appositi aggiornamenti biennali obbligatori, a pena di esclusione e  dovrà, altresì, contenere oltre agli ovvi dati anagrafici anche gli estremi del codice fiscale, l’indirizzo di studio, recapiti telefonici e PEC, le eventuali  materie per le  quali  è specializzato.

Ogni chiarimento ed informazione potrà essere richiesto ai Consiglieri dell’Ordine Avv. ti Acocella, Carabotta e Taiani.

Scarica qui la domanda di iscrizione

Scarica qui l'istanza di mediazione persone fisiche 

Scarica qui L'istanza di mediazione per le società 

 

" LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA "

> Con il d.l. 132/2014, conv. con modif. in l. 162/2014, è stato introdotto nel nostro ordinamento il nuovo istituto della procedura di negoziazione assistita da uno o più avvocati per la composizione amichevole delle controversie su diritti disponibili. 
Il legislatore ha previsto tre tipologie di negoziazione assistita: una facoltativa, una obbligatoria una per la soluzione consensuale di separazione, divorzio e modifica delle relative condizioni precedentemente stabilite.
> Il nuovo strumento di risoluzione delle controversie si risolve in una gestione diretta del conflitto tra le parti in assenza di un terzo soggetto imparziale, finalizzata alla ricerca di un accordo tra le parti che contempli la regolamentazione degli interessi sottesi al conflitto . 
> I principi giuridici che reggono il nuovo istituto sono senza dubbio quelli propri dell'autonomia negoziale ex art. 1321 c.c. e quelli del contratto di transazione, ex art. 1965 ss. c.c..

" LA NEGOZIAZIONE OBBLIGATORIA "

la negoziazione è obbligatoria "in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti", nonché quelle relative al "pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro".
L'art. 3 stabilisce, inoltre, che la condizione di procedibilità non si applica: a) "nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione"; b) "nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile"; c) "nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata"; d) "nei procedimenti in camera di consiglio"; e) "nell'azione civile esercitata nel processo penale" (v. 3° comma), nonché "alle controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti conclusi tra professionisti e consumatori" (1° comma).Ai sensi dell'art. 3 co 4 nei casi di cui al comma 1 non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale". 
> Ai sensi del 2° comma, non è sufficiente, al fine dell'avveramento della condizione, aver comunicato l'invito, ma occorre attendere il momento in cui la parte invitata abbia espresso la propria adesione.
L' inosservanza della condizione di procedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice, quando rileva che la negoziazione assistita è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'art. 2, 3° comma (il periodo di tempo determinato dalle parti, fermo restando il limite minimo di un mese e quello massimo di tre mesi). Se invece non è stata esperita, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la comunicazione dell'invito (cfr. dell'art. 3 co.1 ).
> Quando il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda, all'avvocato non è dovuto compenso dalla parte che si trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e successive modificazioni. A tale fine la parte è tenuta a consegnare all'avvocato apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo avvocato, nonché a produrre, se l'avvocato lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato".
-Il procedimento -
> La procedura inizia con l'invio all'altra parte di un invito a stipulare una "convenzione".
> Ai sensi dell'art. 2, 7° comma, l'invito è formulato dall'avvocato, il quale, all'atto del conferimento dell'incarico, abbia provveduto ad informare "il cliente" della "possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita" (sui doveri informativi dell'avvocato cfr. art. 27 del nuovo codice deontologico forense, approvato dal CNF ).L'avvocato certifica l'autografia della firma apposta dalla parte assistita (art 4 co.2). L'art. 8, 1° comma, prevede una "comunicazione dell'invito" ai fini della produzione degli effetti sulla prescrizione e sulla decadenza, comunicazione che può avvenire anche tramite l'invio di una raccomandata con avviso di ricevimento o tramite PEC;
> l'art. 4, 1° comma, quanto al contenuto dell'invito stabilisce che esso deve indicare "l'oggetto della controversia" e "contenere l'avvertimento che la mancata risposta all'invito entro trenta giorni dalla ricezione o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli art. 96 e 642, primo comma, del codice di procedura civile";
> E' bene precisare che non trattandosi di un atto processuale, non è necessaria alcuna procura a margine o in calce, potendo la prova del conferimento dell'incarico, comunque necessaria ai fini della validità della procedura, ricavarsi dalla sottoscrizione dell'invito ad opera della parte assistita e dalla certificazione della sua autografia da parte dell'avvocato.Quanto all' "avvertimento", è sufficiente la riproposizione della formula di legge per ritenere soddisfatto il requisito, sebbene non possa costituire in sede giudiziale valido motivo di contestazione; 
> Avviato l'iter esso potrà concludersi con la stipula della convenzione di negoziazione assistita, ovvero naufragare con l' inutile decorso del termine di 30 giorni previsto dalla legge per l'invio della risposta oppure ancora con il rifiuto. In ogni caso si è osservata la condizione di procedibilità di cui all'art. 3, 1° e 2° comma; 
> Si determina l'effetto interruttivo-sospensivo di cui agli art. 2943, 1° comma, e 2945, 2° comma, c.c., ovvero l'interruzione della prescrizione e la sospensione del decorso del nuovo periodo sino al termine della procedura, coincidente con la conclusione dell'accordo oppure con il decorso inutile dei trenta giorni stabiliti per l'invio della risposta oppure dal rifiuto della controparte.L'effetto sulla prescrizione, peraltro, è prodotto, ai sensi dello stesso art. 8, anche dalla sottoscrizione della convenzione di negoziazione assistita.
L'art. 8 stabilisce, inoltre, che "dalla stessa data è impedita, per una sola volta, la decadenza, ma se l'invito è rifiutato o non è accettato nel termine di cui all'art. 4, comma 1, la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza decorrente dal rifiuto, dalla mancata accettazione nel termine ovvero dalla dichiarazione di mancato accordo certificata dagli avvocati".
> Ricevuto l'invito la parte può :
a) rispondere entro trenta giorni, aderendo all'invito; 
b) rispondere entro trenta giorni, rifiutando di aderire all'invito; 
c) rispondere aderendo all'invito, ma dopo il decorso dei trenta giorni; 
d) rispondere rifiutando di aderire, ma dopo trenta giorni; 
e) non rispondere
> la convenzione di negoziazione assistita, ove si stipuli consiste nell'accordo mediante il quale le parti si obbligano a "cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia" con l'assistenza dei rispettivi avvocati (l'art. 2, 1° comma, stabilisce che l'assistenza nella ricerca dell'accordo amichevole sia prestata da avvocati che siano iscritti all'albo, anche ai sensi dell'art. 6 d.lgs. 96/2001, in mancanza non si avvera la condizione d procedibilità né l'accordo potrà avere valenza esecutiva.
> L'avvocato deve agire secondo "buona fede" e "lealtà". (Cfr. l'art 9, 2° comma -anche con riferimento agli obblighi di riservatezza- e comma 4 bis -con riferimento alle conseguenze per gli avvocati sul piano disciplinare in caso di violazione di tali obblighi, cui corrispondono le previsioni degli art. 3, 3° comma, 9, 19 del nuovo codice deontologico forense). I difensori "non possono essere nominati arbitri ai sensi dell'art. 810 del codice di procedura civile nelle controversie aventi il medesimo oggetto o connessegli avvocati e le parti devono "tenere riservate le informazioni ricevute". Inoltre, "Le dichiarazioni rese e le informazioni acquisite nel corso del procedimento non possono essere utilizzate nel giudizio avente in tutto o in parte il medesimo oggetto". Pertanto, la norma oggi dispone che: 
L'art. 9, 4° comma, poi, dispone che "a tutti coloro che partecipano al procedimento" si applicano le disposizioni dell'art. 200 c.p.p. (che esclude l'esistenza di un obbligo di deporre su quanto conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione) e si estendono le garanzie di libertà previste per il difensore dall'art. 103 c.p.p., in quanto applicabili.
> La convenzione va redatta in forma scritta, e a pena di nullità deve contenere: a) il termine concordato per l'espletamento della procedura, che in ogni caso non deve essere inferiore a un mese e non superiore a tre mesi, prorogabile per ulteriori trenta giorni, previo accordo delle parti stesse, decorso il quale, comunque, la condizione di procedibilità, se si tratta di negoziazione "obbligatoria", si considera avverata, ai sensi dell'art. 3, 2° comma; b) l'oggetto della controversia; le parti assistite sottoscrivono la convenzione e gli avvocati certificano l'autografia delle sottoscrizioni "sotto la propria responsabilità professionale".
> "La dichiarazione di mancato accordo è certificata dagli avvocati designati"( art. 4, 3° comma).
> Nel caso in cui invece l' accordo si raggiunga esso ha valenza negoziale e sarà evidentemente assoggettabile alle impugnative negoziali, non impugnabile dall'avvocato che vi ha partecipato se non a pena di illecito deontologico (cfr. art. 44 nuovo codice deontologico forense).
> L'accordo, costituisce inoltre titolo esecutivo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale, ai sensi dell'art. 5, 1° comma.Il comma 2 bis stabilisce che "L'accordo di cui al comma 1 deve essere integralmente trascritto nel precetto ai sensi dell'articolo 480, secondo comma, del codice di procedura civile". Accordo che deve essere sottoscritto anche dagli avvocati, come detto, i quali devono certificare l'autografia delle firme delle parti e la conformità dell'accordo stesso alle norme imperative e all'ordine pubblico.Il 3° comma dell'art. 5 stabilisce che "Se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti soggetti a trascrizione, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale di accordo deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato".
> L'art. 11, 1° comma della citata legge di conversione prevede e disciplina una attività di "raccolta dati" inerente la nuova forma di risoluzione delle controversie introdotta. 
> All'uopo l'articolo in commento stabilisce che i difensori che sottoscrivono l'accordo raggiunto dalle parti a seguito della convenzione sono tenuti a trasmetterne copia in via alternativa : a) al Consiglio dell'Ordine circondariale del luogo ove l'accordo è stato raggiunto; b) al Consiglio dell'Ordine presso cui è iscritto uno degli avvocati. Con cadenza annuale, il Consiglio nazionale forense provvederà dunque a verificare i dati acquisiti dagli Ordini competenti ed a darne comunicazione al Ministero della Giustizia (cfr. 2° comma), che a sua volta, provvederà a relazionare alle Camere in merito alla concreta attuazione dell'istituto con specifico riferimento alle tipologie di controversie introdotte, unitamente alle controversie iscritte a ruolo nell'anno di riferimento.
> Per consentire dunque agli organi preposti di provvedere alla prescritta attività di monitoraggio, ciascun avvocato dovrà provvedere alla trasmissione di copia della convenzione stipulata, con specifica indicazione dell' oggetto della controversia e degli altri dati utili all'identificazione della lite ai fini statistici. 
> Qualora il difensore opti per la trasmissione della convenzione presso il presente Ordine degli Avvocati di Salerno, la trasmissione potrà essere effettuata a mezzo PEC, fax, posta elettronica, plico postale ovvero mediante consegna a mani presso la segreteria dell'Ordine.

" LA NEGOZIAZIONE IN MATERIA DI SEPARAZIONE LEGALE DEI CONIUGI, DI CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI O DI SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO E MODIFICHE ALLE CONDIZIONI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO."

Alla procedura di negoziazione assistita possono ricorrere volontariamente anche i coniugi, assistiti da "almeno un avvocato per parte" ai sensi dell'art. 6, 1° comma, l. 162/2014, per "le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione e divorzio".
> le parti e gli avvocati, con la stipulazione della convenzione, si impegnano a cooperare secondo buona fede e lealtà al fine di raggiungere "un accordo di composizione amichevole della controversia"
> L'accordo "produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono, i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio" (cfr art. 6, 3° comma) . Nell'accordo, inoltre, "si dà atto che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti). L'accordo dovrebbe poter contenere clausole di "trasferimento patrimoniale", atteso che non vi è espresso divieto in tal senso; 
> Una copia autenticata dell'accordo, "munito delle certificazioni di cui all'articolo 5" deve essere trasmesso dall'"avvocato della parte entro il termine di dieci giorni, all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto". L'inosservanza di quest'obbligo comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 10.000, la cui competenza spetta al "Comune in cui devono essere eseguite le annotazioni previste dall'articolo 69 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396" (cfr. art. 6, 4° comma);
> L'accordo, inoltre, deve essere trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, sia in mancanza sia in presenza di figli minori, maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ai sensi dell'art. 3, 3° comma, l. 5 febbraio 1992, n. 104 ovvero economicamente sufficienti.
> Ai sensi del 2° comma dell'art. 6, quando il p.m. "non ravvisa irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti di cui al comma 3". Il p.m. "autorizza" l'accordo soltanto se ritiene che questo risponda "all'interesse dei figli"; altrimenti, "lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del Tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo".
> Contenuto dell'accordo attività successive e documenti : deve darsi atto "che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di esperire la mediazione familiare e che gli avvocati hanno informato le parti dell'importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori";
> gli avvocati certificano l'autografia delle firme e la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico;
> l'accordo sottoscritto dalle parti e dagli avvocati, anche per autentica, andrà depositato da uno dei due avvocati in copia conforme e in originale ovvero in due originali presso la segreteria dell'Ufficio per gli Affari Civili del Pubblico Ministero (procura della Repubblica presso il tribunale che sarebbe competente in caso di ricorso per la separazione consensuale, per il divorzio congiunto e per le relative modifiche.
> All'accordo e all'istanza per ottenere il nulla osta o l'autorizzazione, predisposta in modulo da parte delle segreterie del P.M., andranno allegati i seguenti documenti:
> in caso di SEPARAZIONE : estratto per riassunto dell'atto di matrimonio rilasciato dal comune presso cui è stato celebrato;certificato di residenza di entrambi i coniugi; certificato di stato di famiglia di entrambi i coniugi;e in presenza di figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti economicamente, maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave; dichiarazione dei redditi di entrambi i coniugi degli ultimi tre anni;- certificazione sanitaria;
> in caso di DIVORZIO estratto per riassunto dell'atto di matrimonio rilasciato dal comune presso cui è stato celebrato; certificato di residenza di entrambi i coniugi; certificato di stato di famiglia di entrambi i coniugi;copia verbale e omologa in caso di separazione consensuale ovvero copia sentenza separazione giudiziale con attestazione passaggio in giudicato ovvero copia convenzione separazione di negoziazione assistita da avvocati ovvero copia accordo di negoziazione assistita concluso dinanzi all'Ufficiale dello Stato Civile
> in PRESENZA DI FIGLI MINORENNI, maggiorenni non autosufficienti economicamente, maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave dichiarazione dei redditi di entrambi i coniugi degli ultimi tre anni;- certificazione sanitaria;
> in caso di MODIFICA CONDIZIONI SEPARAZIONE estratto per riassunto dell'atto di matrimonio rilasciato dal comune presso cui è stato celebrato;certificato di residenza di entrambi i coniugi;certificato di stato di famiglia di entrambi i coniugi;copia verbale e omologa in caso di separazione consensuale ovvero copia sentenza separazione giudiziale con attestazione passaggio in giudicato ovvero copia convenzione separazione di negoziazione assistita da avvocati ovvero copia autentica accordo di negoziazione assistita concluso dinanzi all'Ufficiale dello Stato Civile;
> IN PRESENZA DI FIGLI MINORENNI, MAGGIORENNI NON AUTOSUFFICIENTI ECONOMICAMENTE, maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, dichiarazione dei redditi di entrambi i coniugi degli ultimi tre anni; certificazione sanitaria;
> in caso di MODIFICA CONDIZIONI DIVORZIO estratto per riassunto dell'atto di matrimonio rilasciato dal comune presso cui è stato celebrato; certificato di residenza di entrambi i coniugi; certificato di stato di famiglia di entrambi i coniugi; copia sentenza di divorzio con attestazione passaggio in giudicato ovvero copia convenzione divorzio di negoziazione assistita da avvocati ovvero copia accordo di negoziazione assistita concluso dinanzi all'Ufficiale dello Stato Civile;
> IN PRESENZA DI FIGLI MINORENNI, MAGGIORENNI NON AUTOSUFFICIENTI ECONOMICAMENTE, MAGGIORENNI INCAPACI O PORTATORI DI HANDICAP GRAVE dichiarazione dei redditi di entrambi i coniugi degli ultimi tre anni; certificazione sanitaria;
> Ottenuto il nulla osta o l'autorizzazione sarà possibile ritirare l'originale dell'accordo con il relativo visto del P.M.; la segreteria del P.M. comunicherà la data del ritiro;
> Dal predetto ritiro decorreranno i 10 gg. per il deposito dell'accordo da parte dell'avvocato presso l'Ufficio dello Stato Civile del comune in cui è stato iscritto o trascritto il matrimonio;
> Entro i 10 gg. dal suddetto ritiro l'avvocato dovrà depositare una copia autenticata dallo stesso dell'accordo munito di nulla osta o autorizzazione del P.M. presso l'Ufficio dello Stato Civile del comune in cui è stato iscritto o trascritto il matrimonio;
> La procedura per l'ottenimento del nulla osta o dell'autorizzazione da parte del P.M. è esente dal versamento del Contributo Unificato; 
> i certificati possono essere presentati in carta semplice.

 

Pagina in allestimento

 

"LA MEDIAZIONE NELLE CONTROVERSIE CIVILI E COMMERCIALI"

Il decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28 (pubblicato nella G.U. n.53 del 5 marzo 2010) sulla mediazione in materia civile e commerciale regola il procedimento di composizione stragiudiziale delle controversie vertenti su diritti disponibili ad opera delle parti, attuando, al contempo, la direttiva dell'Unione europea n. 52 del 2008. 
Il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (decreto "del fare", convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98) ha ripristinato il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle materie elencate dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010. Sono stati in particolare previsti e disciplinati i seguenti tipi di mediazione: 

> Mediazione facoltativa: a discrezione delle parti;

> Mediazione obbligatoria: (ex lege o per ordine del giudice), è tale nelle materie elencate dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010 ed in particolare in materia di:
- condominio; 
- diritti reali; 
- divisione; 
- successioni ereditarie; 
- patti di famiglia; 
- locazione; 
- comodato; 
- affitto di azienda; 
- risarcimento del danno derivante da responsabilità medica; 
- risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità; 
- contratti assicurativi, bancari e finanziari.

La mediazione disposta dal giudice è prevista anche dalla direttiva comunitaria 2008/52/Ce, e si affianca senza sostituirla alla conciliazione giudiziale.
Il mediatore è la persona fisica che, individualmente o collegialmente, svolge la mediazione.
Gli avvocati iscritti all'albo sono di diritto mediatori. Gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere formati in materia di mediazione e frequentare corsi di aggiornamento teorico-pratici.
Il mediatore al momento dell'assunzione dell'incarico sottoscrivere una dichiarazione di imparzialità, condizione che deve perdurare anche successivamente, salvo comunicazione immediata all'ente/organismo di vicende che possano incidere sulla sua imparzialità.
La mediazione può svolgersi presso enti pubblici o privati, che sono iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della giustizia e che erogano il servizio di mediazione nel rispetto della legge, del regolamento ministeriale e del regolamento interno di cui sono dotati, approvato dal Ministero della Giustizia.

"L'ORGANISMO DI MEDIAZIONE DELL' ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO"

> L'Organismo di mediazione dell' Ordine degli Avvocati di Salerno, con sede presso il Palazzo di Giustizia -Tribunale di Salerno - iscritto al n. 390 del registro degli Organismi di mediazione del Ministero della Giustizia, con l'obiettivo di offrire un servizio di mediazione efficiente, si avvale della collaborazione di un Organismo di mediazione denominato Istituto Superiore per la Conciliazione " ISCO ADR" in base a raccordo di reciprocità (www.iscoadr.it). 
> Le domande di mediazione dovranno essere presentate all'apposito sportello sito presso l'Organismo di mediazione del Consiglio dell'Ordine di Salerno (Aula Biblioteca), nei seguenti giorni: 
- martedì 9,30 - 12,30 
- mercoledì 9,30 - 12,30 
- giovedì 9,30 - 12,30

"IL PROCEDIMENTO"

> Per dare impulso alla procedura di mediaconciliazione è necessario presentare una domanda presso l'organismo prescelto del luogo del giudice territorialmente competente per la controversia, contenente l'indicazione dell'organismo investito, delle parti, dell'oggetto della pretesa e delle relative ragioni. In caso di più domande, la mediazione si svolgerà davanti all'organismo presso cui è stata presentata la prima domanda;
> Designato un mediatore, viene fissato un primo incontro di programmazione con un mediatore e le parti;
> La domanda e la data dell'incontro sono comunicate all'altra parte, anche a cura dell'istante.
> Le parti devono partecipare alla procedura di mediazione, già dal primo incontro, con l'assistenza di un avvocato.
> All'esito dell'incontro preliminare di programmazione, le parti decidono se concludere la mediazione con un accordo, oppure proseguire la mediazione o ancora, in caso di mancato accordo, terminare la procedura di mediazione e andare in giudizio;
> Il mediatore redige un verbale che attesta l'esito della procedura;
> Il mediatore, in caso di mancato accordo, formula una proposta di conciliazione;
> Il giudice può prendere provvedimenti nei confronti della parte che ha rifiutato la proposta di conciliazione;
> Il verbale di accordo, alle condizioni di legge, costituisce titolo esecutivo.
> Quando tutte le parti sono assistite da un avvocato, il verbale di accordo, sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, oltre che per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico.
> Sono inoltre previste alcune agevolazioni fiscali per chi vi ricorre e tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo è esente dall'imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l'imposta è dovuta per la parte eccedente.
> In tutti gli altri casi l'accordo allegato al verbale, su istanza di parte, è omologato dal Tribunale, e costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica, oltre che per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.
> All'esito del processo civile, se il provvedimento del giudice corrisponde interamente al contenuto della proposta conciliativa, il giudice esclude la ripetizione delle spese della parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, relativamente al periodo successivo alla stessa, e la condanna al pagamento delle spese processuali della parte soccombente riferite al medesimo periodo, nonché al pagamento del contributo unificato e al pagamento dell'indennità spettante al mediatore (e all'esperto, se nominato).
> Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto
> Gli atti del processo di mediazione non soggiacciono a particolari formalità e che la mediazione può svolgersi anche in via telematica. 
> Per la mediazione obbligatoria, il mancato accordo in sede di primo incontro di programmazione vale come tentativo di mediazione esperito ai fini della procedibilità dell'azione giudiziale. 
> Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.
> Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, il giudice condanna la parte costituita, che non partecipa al procedimento senza giustificato motivo, al pagamento di una somma pari al contributo unificato. Il procedimento di mediazione ha una durata massima stabilita dalla legge di tre mesi, trascorsi i quali il processo può iniziare o proseguire. Il tempo impiegato per il procedimento di mediazione non è computabile ai fini della verifica della durata ragionevole del processo, ai sensi delle L. 89/2011. 

"LA CONCILIAZIONE"

> In caso di conciliazione il mediatore redige processo verbale, sottoscritto dalle parti e dallo stesso mediatore, al quale è allegato il testo dell'accordo.
> Se l'accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. Prima della suddetta proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze sulle spese processuali previste dall'articolo 13 del d.lgs. 28/2010. 
> In qualunque momento del procedimento, su concorde richiesta delle parti, il mediatore formula una proposta di conciliazione.
Di particolare importanza è in tema di mediazione ed in linea con la ratio dell'istituto e con la esigenza che emergano gli interessi sottesi alla lite, l'obbligo di riservatezza circa quanto appreso in sede di sessioni separate. Il mediatore deve agire con diligenza e correttezza, non può assumere alcun diritto ovvero obbligo che sia direttamente o indirettamente connesso con gli affari trattati, né può percepire compensi direttamente dalle parti, senza la mediazione dell'ente/organismo di conciliazione presso il quale presta servizio.
Con il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (decreto "del fare", convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98) ha ripristinato il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle materie elencate dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010.In tal modo sono state riportate in vigore le disposizioni dichiarate incostituzionali con sentenza n. 272/2012 della Corte costituzionale e sono state introdotte altresì nuove norme che si indicano sinteticamente di seguito:
> È stato inserito un criterio di competenza territoriale per la presentazione della domanda;
> La procedura di mediazione può procedere solo a seguito del consenso delle parti raccolto in un incontro preliminare di programmazione; 
> Solo lo svolgimento dell'incontro preliminare di programmazione è condizione di procedibilità (per le materie indicate) e deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell'istanza a costi massimi molto contenuti; 
> E' prevista la gratuità del primo incontro di programmazione in caso di mancato accordo;
> Le controversie di Rc auto sono escluse dalle materie per cui è previsto l'incontro di programmazione, mentre sono state aggiunte le controversie in tema di risarcimento del danno derivante da responsabilità (non solo medica ma più ampiamente) sanitaria;
> Il giudice può ordinare, e non solo invitare, alle parti di procedere alla mediazione;
> La durata massima dell'intera procedura è stata ridotta a 3 mesi;
> Gli avvocati sono mediatori di diritto ed hanno l'obbligo di aggiornamento professionale;
> Gli avvocati assistono le parti durante l'intera procedura di mediazione
> Tutti gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura; il verbale di accordo è esente dall'imposta di registro sino alla concorrenza del valore di 50.000 euro;
> In caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto a un credito d'imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all'organismo di mediazione. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà.
> La mediazione è gratuita per i soggetti che avrebbero beneficiato del gratuito patrocinio nel giudizio in tribunale (soggetti meno abbienti):quando la mediazione è condizione di procedibilità ex lege della domanda giudiziale (nei casi previsti dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010) ovvero quando la mediazione è disposta dal giudice.A tal fine, la parte deve depositare presso l'organismo dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, la cui firma può essere autenticata dal mediatore.
> Quando il primo incontro di programmazione tra le parti e il mediatore si conclude con un mancato accordo, non è dovuto alcun compenso per l'organismo di mediazione.

"FOCUS" 

- Negoziazione assistita e mediazione: rapporti tra i due istituti Articolo pubblicato su Altalex il 03.02.2015 (di Roberto Visciola)
- Il Consiglio di Stato (Sezione Quarta) - con ordinanza n° 01694/2015 REG. PROV. CAU - ha accolto la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar Lazio (n. 1351 del 23 gennaio 2015) che ha annullato alcune norme del D.M. 180/2010, ponendo in crisi, tra l'altro, la concreta operatività degli organismi di mediazione, soprattutto quelli privati. La sentenza TAR Lazio n. 1351/2015 del 23 gennaio 2015 - in particolare ha annullato l'art. 16, comma 2 e 9 del decreto ministeriale n. 180 del 18 ottobre 2010, perciò non è più possibile richiedere il pagamento di alcuna somma di denaro a titolo di spese di avvio - né a titolo di indennità - in sede di primo incontro. Gli organismi di mediazione sono invitati ad adeguarsi immediatamente a tale decisione fino ad eventuali nuove comunicazioni.