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Venerdì, 10 marzo 2017, sarà ricordata come una data storica, perché, nell’Aula Parrilli del quasi secolare Palazzo di Giustizia di Salerno, il lavoro svolto dalla Commissione Permanente, istituita dall'articolo 3 del D.P.R. 18 agosto 2015 n. 133, ha dato i suoi frutti, con la sottoscrizione tra il Comune di Salerno ed il Ministero della Giustizia del contratto di comodato con cui sono stati consegnati gli immobili inseriti nel primo stralcio della Cittadella giudiziaria (edifici A, B e C).

La Commissione, guidata dalla dott.ssa Iside Russo, Presidente della Corte d’Appello di Salerno, è riuscita a raggiungere questo risultato in tempi relativamente brevi, e ciò grazie alla tenacia ed alla ostinazione di coloro che ne fanno parte, tra cui il dott. Leonida Primicerio, Procuratore Generale presso la Corte di Appello, il dott. Giovanni Pentagallo, Presidente del Tribunale di Salerno, il dott. Corrado Lembo, Procuratore della Repubblica, il dott. Andria e la dott.ssa Vertaldi, rispettivamente Presidenti dei Tribunali per i Minorenni e di Sorveglianza), il sostituto Procuratore dott. Masini, senza dimenticare tutto il personale dirigenziale degli Uffici del Distretto. E nonostante un avverso clima normativo ed un incerto quadro settoriale di riferimento, che hanno spesso costituito ostacolo ad una più sollecita ultimazione delle opere.

Ma quale ruolo ha avuto l’Avvocatura salernitana in tutto ciò e per essa la sua massima espressione rappresentativa locale? Un ruolo sicuramente attivo, di controllo e di responsabilità.

Nonostante la riforma che ha soppresso le vecchie “commissioni di manutenzione” abbia svilito la partecipazione del Consiglio dell’Ordine ai lavori della nuova “ Conferenza permanente”, relegandolo a soggetto senza diritto di voto, con un mero diritto di tribuna, va riconosciuto alla dott.ssa Russo di aver sempre voluto ascoltare gli Avvocati ed i Suoi rappresentanti,  e chi ha partecipato ai lavori della Conferenza ha potuto far  sentire sempre la voce dell’Avvocatura, in modo deciso e responsabile.

Non è un caso, infatti, che la cerimonia del 10 marzo si sia svolta nell’Aula Parrilli, da sempre il luogo deputato dal nostro Consiglio dell’Ordine agli avvenimenti più importanti. E così è stato attuato un impegno assunto dai vertici istituzionali, per fare in modo che ogni passo che riguarderà il trasferimento e le inevitabili difficoltà, sarà oggetto di previa discussione e condivisione con l’Avvocatura. Come ricordato durante la cerimonia, gli Avvocati non possono e non vogliono rinunciare alla funzione sociale che gli è propria, anzitutto nell’interesse dei cittadini, istanti di Giustizia, e del Foro. Specie in considerazione dei disagi che tutti i soggetti interessati si troveranno inevitabilmente a dover subire, nelle prime fasi del trasferimento, con le difficoltà che dovranno trovare equa ed efficiente composizione.

Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, Americo Montera, sovente, è stato costretto a ricordare che senza l’Avvocatura non si va da nessuna parte. Così alla recente cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario. Anche per questo trasferimento alla Cittadella, l’attenzione dell’Avvocatura nei confronti dei cittadini, degli assistiti, del personale amministrativo delle Cancellerie del Tribunale mano a mano coinvolte, sarà assicurata, con grande senso di responsabilità.

Il piano predisposto dalla Presidente Iside Russo prevede che il trasferimento avverrà per moduli; anzitutto la III Sezione civile; poi le altre. Mentre per il settore penale si manterranno le attuali collocazioni.

In proposito il Presidente Montera ha più volte ribadito la ferma intenzione, invero già espressa in tutte le sedi istituzionali, e negli  incontri coi vertici della Commissione, di porre in essere ogni opportuna azione, da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, affinchè il  trasferimento dell’intero settore civile avvenga entro la fine dell’anno 2017: tanto  per limitare al massimo i disagi, ed anche per evitare di vanificare  il risparmio di risorse economiche prospettato,  che è uno dei principali motivi che giustificano le attuali strategie.

E dunque nelle more, che ne sarà dell’attuale Palazzo di Giustizia?

Ricordando lo scrittore Andrea Camilleri: più si va verso il largo, maggiore attenzione va al contempo dedicata a chi è rimasto sulla terraferma.

I problemi del secolare Palazzo di Giustizia restano e questo trasferimento, l’apertura della Cittadella Giudiziaria non deve esonerare alcuno da responsabilità. Gli interventi rivolti a sanare vecchi problemi e perduranti inefficienze restano e richiedono parimenti tempestive, ferme ed efficaci soluzioni, anche perché la definitiva chiusura del vecchio Palazzo appare alquanto lontana.

L’Avvocatura, dunque, ha il dovere di essere presente e attenta, vigilando ed intervenendo attivamente, laddove necessario, per assicurare lo svolgimento proficuo delle attività giurisdizionali.

Avv. Federico Acocella

Avv. Giuseppe Taiani

 

Consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Salerno

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